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Il pozzo sacro di Sa testa - Olbia (SS)

Il pozzo sacro di Sa testa di Olbia è in opera isodoma grezza, composto da un grande vestibolo di pianta sub-quadrata nel quale è ricavata una canaletta idrica lastricata che sgorga attraverso un concio basaltico sulla scalinata d'accesso; la quale, con i suoi diciassette gradini e la copertura a specchio, conduce al corpo del pozzo che, canonicamente, è privo della pietra apicale.
Pozzo Sacro di Sa Testa © Archeologiasarda.comLa parte superiore, con buona probabilità, mostrava un'altra sala circolare a tholos, anch'essa probabilmente priva della pietra apicale o con piestra apicale movibile; il corpo scala doveva essere dotato di un tetto a doppio spiovente, come nel pozzo sacro di Su tempiesu di Orune, o comunque una copertura con muri paralleli rastremanti.
Questo pozzo trova riscontro in altre forme del medesimo monumento nell'isola, in particolare con il pozzo di Funtana coberta di Ballao, ma anche con il pozzo Puttu de Milis di Golfo Aranci, ecc.

Tomba dei giganti - Su monte e s'abe - Olbia (Ss)

La tomba dei giganti di Su monte e s'abe nel comune di Olbia, si può considerare la tomba dei giganti più grande della Sardegna con i suoi 28,5 metri di lunghezza.
La sepoltura a corridoio, in opera dolmenica, si trova in località "Su monte s'aspe" a pochissima distanza dal castello di Pedres e dal nuraghe su casteddu.Tombe dei giganti © Archeologiasarda.com
La tomba è costituita da un esedra composta da lastroni a coltello con scalino alla base, riscontrato in medesime sepolture e attribuito al rito dell'incubazione, e da un corridoio a ortostati con copertura a piattabanda.
Il corridoio dolmenico, absidato, doveva appartenere con buona probabilità ad una sepoltura più arcaica, un alleè cuverte, che in un secondo momento è stata rifasciata e modificata in una vera e propria tomba dei giganti, com'è successo in altri casi.
La grande stele centinata, della quale si conserva solo il lato sinistro fino all'altezza della sommità del portello, è assente, e doveva essere bilitica, vista la distanza tra i due lastroni adiacenti, che le permetevano di raggiungere i quattro metri d'altezza.
Nel fondo del corridoio funerario è posta a coltello, perpendicolarmente all'asse, una lastra con sommità arrotondata, che regala alcuni metri al tumulo nell'abside.

Il protonuraghe Albucciu - Arzachena (SS)

Il protonuraghe Albucciu si può definire un nuraghe di stile architettonico di tipo misto, posto sulle sponde del rio Moru, sicuramente in relazione con il templietto di Malchittu e la tomba dei giganti di Moru.
Il protonuraghe, edificato su un solido basamento di roccia granitica, della quale una parte è diventata parte integrante della struttura.
Albucciu © Archeologiasarda.comDall'ingresso si accede ad un corridoio, coperto con lastroni a incrocio circolare, strombato verso il vano scala che si incontra frontalmente, mentre, alla destra si trova un piccolo ambiente di pianta ellittica con nicchia frontale rispetto all'ingresso alla cella anch'essa ellittica; uno stretto cunicolo sottostante la pavimentazione comunica con l'esterno in prossimità del roccione su cui poggia la struttura.
Il sudetto cunicolo comunica attraverso una scala con il piano superiore.
Sulla sinistra dell'ingresso, lungo il corridoio, si incontrano un lungo cunicolo e un'apertura sopraelevata che comunica con il cunicolo stesso.
La scala frontale, curva a sinistra, porta ad un pianerottolo intermedio che dirama in un condotto comunicante con la torre N e sulla destra ad una scala che conduce al piano superiore nel quale ormai restano solo alcuni filari degli ambienti che sovrastavano il primo livello.Nuraghe Albucciu ©Archeologiasarda.com
Oltre ad una sala circolare è facilmente individuabile un piano di mezzana comunicante con una scala che scende nella parte retrostante al nuraghe.
Nell'estremità che si affaccia sull'ingresso del protonuraghe, si possono notare otto mensoloni ancora in situ, e ricavato sul piano di calpestio, un foro, del diametro di 30 cm circa, che comunica con il corridoio d'accesso come succede spesso nei piani di mezzana dei nuraghi a tholos.


Si ringrazia per aver gentilmente fornito foto,  informazioni e testi per questa pagina il portale www.archeologiasarda.com

 


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